Guerra psicologica o tamburi di guerra? Personale Usa lascia l’Iraq

La tensione continua a crescere in Medio Oriente, tra l’Iran e gli Stati Uniti. Dopo la singolare vicenda dell’attacco terroristico al porto di Fujairah (prima smentito poi confermato senza credibili dettagli), un segnale di aggravamento si è aggiunto a quanto abbiamo scritto ieri: mercoledì 15 maggio il Dipartimento di Stato Usa ha infatti ordinato la … continua a leggere

Gentiloni da Trump: liberati e liberatori 72 anni dopo

Mentre i guardiani della memoria nostrani si accapigliano su chi abbia diritto o no a partecipare alle rituali celebrazioni del 25 aprile, è interessante leggere la trascrizione della conferenza stampa tenutasi lo scorso 20 aprile, al termine dell’incontro alla Casa Bianca, fra il primo ministro italiano e il neo-presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. … continua a leggere

Non c’è due senza tre: la continuità della politica Usa nel Medio Oriente

Con l’attacco statunitense alla base aerea siriana di Sharyat, qualsiasi speranza o timore che la politica estera americana potesse cambiare con Trump è stata cancellata, allo stesso modo di quanto accaduto con Barak Obama rispetto ai suoi predecessori.Sono oramai diversi anni che abbiamo documentato in Medio Oriente senza pace come la politica americana nel Medio … continua a leggere

Rapporto Chilcot: le menzogne inglesi sull’invasione dell’Iraq

È poco definire banale la maniera con cui la stampa, in primo luogo italiana, ha accolto le conclusioni del “rapporto Chilcot”, la commissione parlamentare d’inchiesta inglese che ha riesaminato le modalità con cui la Gran Bretagna affiancò gli Usa nella decisione di invadere l’Iraq nel 2003.

Stiamo parlando della decisione di attaccare un Paese sovrano, senza alcun accordo da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: anzi, in chiaro disaccordo con la maggioranza di esso, a partire dalla Francia, che l’allora presidente Chirac oppose nettamente, insieme a Russia e Cina, alla volontà bellicista delle potenze anglo-sassoni.

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Finalmente Europa!

L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea rappresenta un elemento di chiarificazione.Le ragioni tattiche dell’adesione britannica sul finire degli anni Sessanta, quando l’impero coloniale inglese era entrato in una crisi irreversibile e passava il testimone agli Stati Uniti; le modalità "speciali" con cui essa ha partecipato al processo di integrazione europea, grazie ai cosiddetti opt-out che … continua a leggere