La rivoluzione egiziana del 1919 e i Quattordici Punti di Wilson

Si dimentica spesso  il tributo che i popoli cosiddetti di colore diedero alla vittoria alleata nella Grande Guerra: su quasi 9 milioni di mobilitati dalla Gran Bretagna, ad esempio, ben 2,7 milioni erano truppe non britanniche. Il loro tributo di sangue fu assai alto: su 910mila caduti, 177mila infatti erano di appartenenti alle truppe coloniali. … continua a leggere

Paura della rivoluzione in Gran Bretagna, Glasgow 29 gennaio 1919

Troppo spesso siamo abituati a pensare che i conflitti sociali alla fine della Grande Guerra abbiano interessato solo l’Europa Centrale ed Orientale, e non le democrazie occidentali. Quello che avvenne a Glasgow in Scozia, a partire dal 29 gennaio 1919, dimostra il contrario. Gli operai chiedono la giornata di 40 ore Oltre 40mila lavoratori, poi … continua a leggere

L’ambiguo accordo Weizmann Feisal, 3 gennaio 1919

A Londra, il 3 gennaio 1919, Chaim Weizmann, leader del movimento sionista, e re Feisal dell’Hegiaz, fedele alleato degli Inglesi durante la Prima Guerra Mondiale, sottoscrivono un accordo relativo alla politica da attuare nella Palestina ex-ottomana da pochi mesi sotto controllo britannico: nell’immagine accanto sono ritratti insieme nel loro primo incontro avvenuto ad Aqaba nel … continua a leggere

Shoah, negazionismo, ricerca storica 1996-2016

Vent’anni fa, nell’aprile del 1996, la storica statunitense Deborah Lipstadt e la casa editrice Penguin Books Ltd. vincevano, davanti ad un tribunale di Londra, il processo intentatogli per diffamazione dallo storico inglese David Irving. Questi aveva infatti considerato diffamatorio il libro della Lipstadt, Denying the Holocaust (1), perché in esso egli veniva attaccato quale negazionista. Irving invece “sosteneva di non poter essere considerato un «negazionista» in quanto le camere a gas erano esse stesse una truffa” (2).

La vittoria in giudizio della Lipstadt, costata alla sua casa editrice ben oltre un milione di sterline dell’epoca in onorari e perizie, ha rappresentato non solo un colpo gravissimo alla credibilità personale di Irving, stimato storico militare della seconda guerra mondiale, ma soprattutto al negazionismo in quanto tale. Da allora, gli storici ritenuti negazionisti sono stati colpiti da numerose azioni giudiziarie, subendo frequenti incarcerazioni, ripetute contestazioni e persino attacchi fisici. Negli ultimi vent’anni, molti Paesi hanno via via adottato specifiche norme che puniscono come reato il negazionismo: da ultimo, l’8 giugno 2016, anche l’Italia ha emanato una normativa specifica, con la quale il negazionismo diventa reato.

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Finalmente Europa!

L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea rappresenta un elemento di chiarificazione.Le ragioni tattiche dell’adesione britannica sul finire degli anni Sessanta, quando l’impero coloniale inglese era entrato in una crisi irreversibile e passava il testimone agli Stati Uniti; le modalità "speciali" con cui essa ha partecipato al processo di integrazione europea, grazie ai cosiddetti opt-out che … continua a leggere