Le zone rurali motore per la crescita, secondo l’ILO

L’ILO (Organizzazione Internazione del lavoro), organizzazione delle Nazioni Unite, richiama l’attenzione sul potenziale rappresentato dalle zone rurali in tutto il mondo, dove vive e lavora ancora la metà della popolazione mondiale.
La crisi economico-finanziaria internazionale mette in discussione il modello di sviluppo centrato sulle città, che "sono spesso sature in termini di opportunità di lavoro, condizioni di vita e infrastrutture di base", dice Loretta de Luca, coordinatrice del Programma ILO per l’occupazione rurale e il lavoro dignitoso.
Per questa ragione forse è il momento di cambiare impostazione anche nel considerare il mondo rurale in prospettiva mondiale. Dice de Luca: «Smettiamo di parlare delle aree rurali solo in termini di povertà. È ora di riconoscere che con le politiche corrette possiamo creare posti di lavoro dignitoso in queste zone. Questi sono i luoghi dove vivono molte delle persone che hanno bisogno di un lavoro e possono realmente rappresentare un trampolino per la crescita. Ne hanno il potenziale che, però, deve essere valorizzato in termini di risorse fisiche e umane».
Partendo da queste constatazioni, l’ILO, porterà il tema all’attenzione del suo Consiglio di Amministrazione il prossimo novembre. Si tratta di un percorso coerente con la sua strategia complessiva, dato che fin dal 2008 è stato elaborato un Piano d’Azione per lo sviluppo rurale che include l’occupazione, la protezione sociale, le norme del lavoro e il dialogo sociale: per questo il Direttore Generale dell’organizzazione, Guy Ryder, ha indicato l’economia rurale come una delle sette priorità dell’ILO.
Il lavoro nelle aree rurali comprende la qualità e la produttività dei lavori rurali, la promozione di micro, piccole e medie imprese, la ricerca e l’assistenza tecnica alle cooperative ed alle organizzazioni comunitarie rurali.
«Le zone rurali non devono essere viste come ultima risorsa», ribadisce de Luca. «Esse meritano di essere riscoperte come economie reali nelle quali è vantaggioso investire. Possono trasformarsi in motore di crescita nazionale e mondiale che porta benefici alle comunità ed all’economia in generale. L’ILO si trova in una posizione ideale per liberare questo potenziale e deve farlo in maniera integrata».
La crisi del modello urbano-centrico sta quindi creando spunti interessanti per una diversa impostazione dello sviluppo, alla quale non possono più restare indifferenti nemmeno i cosiddetti Paesi "ricchi".
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