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        <title>Gli Esteri di Clarissa</title>
        <description>Gli ultimi sette editoriali sul tema Esteri dal webzine Clarissa</description>
        <link>http://www.clarissa.it</link>
        <lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 21:46:37 +0100</lastBuildDate>
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            <title>L\'elicottero X2 supera tutti per velocità: ma è davvero un elicottero?</title>
            <link>http://www.clarissa.it/stampa_esteri.php?id=1325</link>
            <description><![CDATA[<div align=\"justify\">La grande produttrice americana di elicotteri, la Sikorsky, ha sostenuto in agosto che il suo nuovo prototipo X2 avrebbe raggiunto i 235 nodi di velocit&agrave; (435 km/h), oltre cento nodi (180 km/h) in pi&ugrave; della velocit&agrave; di punta dei normali elicotteri.<br />Tuttavia si &egrave; subito accesa una forte polemica in quanto molti esperti non considerano lo X2 un elicottero in senso classico ma una sorta di "velivolo misto": Geogg Russell, ad esempio, portavoce della pi&ugrave; nota concorrente europea dell\'azienda americana, l\'Agusta Westland, afferma che lo X2 non pu&ograve; essere definito un "elicottero puro" in quanto la sua potenza &egrave; generata da un apparato diverso dal rotore principale posto sulla sommit&agrave; dell\'aeromobile.<br />Lo X2 ha un solo pilota ed un solo motore, &egrave; dotato di due rotori contro-rotanti e di un propulsore posteriore che gli conferisce una spinta ulteriore.</div><div align=\"justify\">Insomma, lo X2 &egrave; un elicottero o no? La discussione tecnica sar&agrave; molto accesa e sicuramente coinvolgente per tutti gli appassionati di aviazione. <br /></div>]]></description>
            <author>John Howeis</author>
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            <title>Riparte lo sviluppo di sistemi laser su velivoli militari in Russia</title>
            <link>http://www.clarissa.it/stampa_esteri.php?id=1324</link>
            <description><![CDATA[<div align=\"justify\">Secondo il periodico <em>Vesti FM</em>, la Russia starebbe sviluppando un sistema laser da collocare su velivoli, da combattimento, in questo caso il cacciabombardiere IL-76, allo scopo di contrastare in differenti ambienti tattici le misure cosiddette di EL-INT (intelligence elettronica) avversarie.<br />La strumentazione &egrave; destinata a illuminare con energia laser oggetti posti a grandi distanze, per neutralizzare le misure opto-elettroniche del nemico.</div><div align=\"justify\">Il principio tecnico &egrave; noto da tempo e la ricerca applicativa &egrave; iniziata  in Russia nel 1980, ma dovette essere sospesa per mancanza di  ricorse economiche dopo la dissoluzione dell\'Urss.</div><div align=\"justify\">Alcuni esperti dubitano dell\'efficacia di questo tipo di apparato e ritiengono che il costo che si andr&agrave; a sostenere non sia giustificato in termini operativi: il fatto per&ograve; che gli Stati Uniti abbiano gi&agrave; creato e stiano testando questo tipo di arma, con effetti anche di carattere commerciale, spiega a sufficienza la decisione russa.<br /></div>]]></description>
            <author>G. Tuscin</author>
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            <title>Rallenta il disboscamento della foresta amazzonica in Brasile?</title>
            <link>http://www.clarissa.it/stampa_esteri.php?id=1323</link>
            <description><![CDATA[<div align=\"justify\">L\'Istituto nazionale per le ricerche spaziali del Brasile ha reso noto che le immagini satellitari dimostrerebbero che, al 31 luglio scorso, l\'estensione della superficie disboscata in Amazzonia nell\'ultimo anno raggiungerebbe i 2.300 chilometri quadrati, con una diminuzione del 48 per cento rispetto all\'anno precedente.<br />Secondo il ministro dell\'ambiente brasiliano, Izabella Teixeira, tuttavia, queste cifre non sono definitive, dato che i ricercatori devono ancora riesaminare con attenzione le immagini rilevate, giacch&eacute; alcune di esse presentano parziali coperture nuvolose.<br />Il governo ritiene che una migliore applicazione delle normative ambientali stia rallentando la deforestazione, mentre i gruppi ambientalisti sostengono che si tratta solo di un rallentamento momentaneo dovuto alla crisi finanziaria globale.<br /></div>]]></description>
            <author>P. Rabal</author>
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            <title>Un\'analisi americana sulla politica della Cina nell\'Oceano Indiano</title>
            <link>http://www.clarissa.it/stampa_esteri.php?id=1322</link>
            <description><![CDATA[<div align=\"justify\">Un esperto di politica asiatica della <em>Heritage Foundation</em> americana, Dean Cheng, ha pubblicato lo scorso 31 agosto uno studio intitolato <em>China\'s View of South Asia and the Indian Ocean</em> nel quale rileva la crescente importanza dell\'Oceano Indiano per lo sviluppo della politica estera e&nbsp; dell\'economia cinese.<br />La Cina, secondo Cheng, starebbe seguendo una strategia del "filo di perle", unendo, allo sviluppo di relazioni amichevoli con i paesi vicini dell\'India, la costruzione di una catena di basi navali, diritti di accesso e supporti logistici lungo i litorali dell\'Oceano, per proteggere le linee logistiche dei propri commerci e per controbilanciare la crescita dell\'altro gigante asiatico, l\'India appunto.<br />Anche se i due paesi asiatici hanno pi&ugrave; di un miliardo di abitanti entrambi, Cheng ritiene che nel decennio 2020-2030 l\'India superer&agrave; la popolazione totale cinese.<br />Per queste ragioni, la Cina sta sostenendo in modo particolare il Pakistan, del quale intende supportare il potenziale nucleare, realizzando nel paese due reattori nucleari.<br />Secondo lo studioso, gli Stati Uniti devono rafforzare la propria cooperazione politica, economica e militare con l\'India per contrastare l\'espansione cinese in questa area geopoliticamente fondamentale.<br />Lo studio segue a breve distanza la pubblicazione dell\'attesissima relazione al Congresso Usa da parte del Ministero della difesa americano sugli sviluppi militari e della sicurezza concernenti la politica della Cina, uscito l\'ultima settimana di agosto (<em>Military and Security Developments Involving the People\'s Republic of China 2010</em>).<br />L\'analisi di Dean Cheng ha ovviamente destato l\'attenzione dei media indiani ed &egrave; certamente utile per individuare le motivazioni che potrebbero spingere gli Usa a favorire la progressiva disintegrazione di un Pakistan troppo fortemente sostenuto dalla Cina.</div><p align=\"justify\">fonti:<br />http://thf_media.s3.amazonaws.com/2010/pdf/hl1163.pdf<br />http://www.defense.gov/pubs/pdfs/2010_CMPR_Final.pdf<br /></p><br />]]></description>
            <author>John Howeis</author>
        </item>
        <item>
            <title>La Turchia riafferma la sua politica di buon vicinato con tutti i paesi balcanici</title>
            <link>http://www.clarissa.it/stampa_esteri.php?id=1321</link>
            <description><![CDATA[<div align=\"justify\">Nella sua visita di due giorni in Bosnia-Erzegovina, il presidente turco, Abdullah G&uuml;l, accompagnato da oltre settanta imprenditori che parteciperanno al forum economico di Sarajevo, ha confermato il grande impegno della Turchia nel sostenere tutti i Paesi della ex-Jugoslavia, incluse Croazia e Serbia. Nel corso di quest\'anno, gli interscambi economici fra Turchia e Bosnia hanno superato i 160 milioni di dollari, dimostrando una certa vitalit&agrave; e il crescente interesse della Turchia per quest\'area.<br />Il presidente turco ha respinto le critiche dei leader serbo-bosniaci della repubblica Srpska con capitale Banja Luka, secondo i quali la Turchia favorirebbe la Bosnia musulmana: "il raggiungimento di una pace durevole, di sicurezza e stabilit&agrave; in tutta la regione &egrave; al centro della nostra politica", ha affermato G&uuml;l al termine di un incontro con i membri della presidenza tripartita della Bosnia, che &egrave; appunto costituita da due componenti principali, serbo-bosniaca e musulmana, oltre al Distretto di Br&#269;ko, a seguito degli accordi di pace che hanno posto fine al conflitto del 1992-1995.<br />Nonostante le ripetute affermazioni del presidente turco sul fatto che la Turchia considera tutti i Balcani, indipendentemente dai loro confini e dagli affari interni dei diversi paesi, un\'area di buon vicinato, il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik ha affermato duramente che i serbi non sono ingenui e che sono consapevoli del fatto che la Turchia avrebbe "un programma segreto" per favorire le entit&agrave; musulmane da secoli presenti nei Balcani, in primo luogo, quindi, la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, con capitale Sarajevo.<br /></div>]]></description>
            <author>Andrea Bartoletti</author>
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