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Una televisione spacca il Cile di Paolo Menchi
Pubblicato il 06 Giugno 2010
 
Si è fatto incandescente in questi giorni in Cile il dibattito sul conflitto di interesse che riguarda il Presidente Piñera, dopo che non è andata a buon fine la trattativa per la cessione della sua rete televisiva, Chilevision.
L'accordo economico con il Gruppo Lanzor era stato già raggiunto ed annunciato ufficialmente lo scorso mese di Maggio, per 130 milioni di dollari, vale a dire cinque volte di più di quanto l'attuale proprietario l'avesse pagata nel 2005.
L'ostacolo maggiore che non ha permesso la conclusione delle trattative pare sia stato la concessione televisiva, infatti, il segnale appartiene all'Università del Cile e deve essere periodicamente rinnovata la licenza.
Evidentemente il gruppo interessato all'acquisto temeva di dover pagare una grossa somma senza avere la certezza di avere il rinnovo dell'autorizzazione a trasmettere dopo la sua attuale scadenza, nel 2018.
Se effettivamente le cose stessero così pare difficile che si possano trovare altri acquirenti anche se Piñera ha assicurato che le trattative continuano, secondo indiscrezioni con il gruppo argentino Clarin ed un'altra società messicana.
Tutto il mondo politico, anche quello conservatore per bocca del senatore Juan Antonio Coloma, presidente de la Unión Demócrata Independiente (UDI), chiede che si trovi una soluzione alternativa al più presto.
Il senatore democristiano Andrés Zaldívar è ancora più determinato, infatti, Piñera sta per nominare alcuni membri esecutivi del canale televisivo statale e chiede che siano congelate le nomine finché non sarà risolto il conflitto di interessi
Piñera è un imprenditore di successo (con un patrimonio che la rivista "Forbes" calcola in oltre due miliardi di dollari classificandolo al 701° posto nella classifica mondiale degli uomini più ricchi) eletto presidente nelle elezioni dello scorso mese di Gennaio quando ha battuto di pochissimo il rivale Frei.
Queste elezioni hanno segnato una svolta in quanto, per la prima volta dopo la caduta del regime Pinochet, la coalizione di destra ha vinto le elezioni.
Anche la precedente legislatura aveva avuto una novità, infatti, era stata eletta come Presidente una donna, la socialista Michelle Bachelet, il cui operato pare essere piaciuto ai cileni tanto da raggiungere nell'ultimo mese di governo il picco massimo di popolarità (84%).
Secondo alcuni analisti la forza di Piñera, che ha vinto nonostante la maggioranza dell'elettorato sia di centro-sinistra, è stata quella di aver sfruttato "l'effetto Obama" puntando molto sulla comunicazione ed utilizzando molto i social network catturando così il voto dei giovani, soprattutto di quelli che non amano la politica tradizionale.

 
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