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INCONTINENZA, un problema sommerso

di dr. Stefano Mancini 12 Marzo 2004         Letto 2219 volte
Il dottor Stefano Mancini fa parte dell’Unità operativa di Chirurgia dell’ospedale di Civitanova Marche.

La Medicina moderna ha come caratteristica peculiare, almeno dovrebbe, non già l’attenzione ai problemi attinenti la “malattia” in senso stretto, bensì la massima considerazione rispetto le situazioni in grado di modificare la qualità della “guarigione” della persona. Una buona qualità di vita non è solo legata all’assenza di malattia, ma anche al controllo di quelle patologie la cui gestione determina la differenza tra un eccellente vita di relazione ed un’esistenza condizionata da fastidiosi sintomi e malesseri. Accanto alla qualità, come ormai accade costantemente, si verificano i costi delle patologie (o guarigioni) croniche.
L’Incontinenza, urinaria e fecale, è una condizione associata a diverse patologie, non solo dell’età avanzata, che ha rilevanti aspetti medici, economici, sociali e relazionali. Fidarsi della spontanea dichiarazione da parte dell’individuo di essere incontinente significa aumentare ancora di più la parte sommersa dell’iceberg che rappresenta l’incidenza della patologia; una corretta e mirata anamnesi è la parte più importante della valutazione dell’incontinenza.

INCONTINENZA URINARIA

Essere continenti significa “essere capaci di farla al posto giusto ed al momento giusto”; la continenza è il risultato dell’integrità anatomica e funzionale delle vie urinarie e del loro controllo nervoso. L’Incontinenza urinaria è la perdita totale o parziale di tale capacità . In base alle manifestazioni cliniche la perdita involontaria di urine può essere classificata come segue:

DA SFORZO, cioè in occasione di aumenti della pressione addominale come colpi di tosse, starnuti, sollevamento pesi, saltelli.
DA URGENZA, cioè il bisogno improcrastinabile di dover urinare spesso non riuscendo a raggiungere la toilette senza bagnarsi un po’.
MISTA, unisce le due caratteristiche precedenti.
DA RIGURGITO, marcato aumento della frequenza della minzione e della riduzione della quantità d’urina emessa come espressione paradossa dell’ostruzione al deflusso normale.
GOCCIA A GOCCIA, scolo continuo di urina per la perdita della funzione di serbatoio della vescica.
ENURESI NOTTURNA.
FUNZIONALE, per cause cioè extra urinarie.

INCONTINENZA FECALE

L’Incontinenza fecale è l’incapacità di controllare volontariamente l’emissione di feci e/o gas in un momento ed in un luogo opportuno. Si definisce incontinenza fecale “minor” o parziale quando si manifesta con soiling (perdita incosciente di modeste quantità di feci e materiale mucoso che si trovano sugli indumenti intimi) o con episodi occasionali di incontinenza ad aria o feci liquide, “maior” o totale quando si verifica frequentemente la perdita di feci solide. Una così vasta forbice di pazienti riconosce dunque una grande variabilità di cause che vanno dall’alterata consistenza delle feci alla patologia dell’apparato sfinteriale o nervoso. Tutto ciò esula a mio avviso dal taglio divulgativo che queste righe devono avere.

INCONTINENZA “PARTICOLARE”; GLI STOMIZZATI

Tutti coloro che hanno subito un intervento con il confezionamento di una via d’uscita delle feci o delle urine sulla pancia sono detti “stomizzati” e sono ovviamente incontinenti. La Riabilitazione in questo caso consiste ove possibile nel recupero di una continenza “passiva” ad esempio con l’insegnamento dell’ irrigazione nei colostomizzati o nel fornire informazioni sulla dieta, sui presidi, sui diritti civili, o nel supportare il paziente avvalendosi di un pool di Specialisti. Quello che dobbiamo sapere dunque è che:

l’Incontinenza non è appannaggio di poche, anziane persone, ma abbraccia una larghissima fascia di età;
l’Incontinenza non è ineluttabile, in molti casi può essere eliminati ed in molti altri migliorata;
è indispensabile rivolgersi a Centri che abbiano la capacità di gestire il problema e non ne subiscano esclusivamente la presenza, che sappiano cioè inquadrare, diagnosticare e trattare in maniera eclettica la patologia.

Per quanto riguarda gli stomizzati, tale rete di Centri “abilitati”, riuniti cioè sotto l’egida dell’A.I.S.TOM. (Associazione Italiana Stomizzati) consta di sei Ambulatori nelle Marche (Pesaro, Ancona, Civitanova, Matelica, Macerata, Sambenedetto). L’Incontinenza urofecale, che per la sua complessità e multifattorialità necessita dell’intervento congiunto e collaborativo di più Specialisti viene interamente seguita e trattata per tutti i suoi aspetti sia presso l’Ospedale di Civitanova (con il supporto della terapia riabilitativa del S.Stefano di Porto Potenza) che presso l’I.N.R.C.A. di Ancona; molti altri Ospedali sono in grado di fornire consulenza e riabilitazione per la sola parte urinaria.

La Riabilitazione è a nostro avviso l’unica forma di risparmio eticamente accettabile, lo sforzo congiunto di pazienti, medici ed Istituzioni è di usufruirne il più possibile.

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